Mal di schiena e risonanza magnetica: ernia e protrusione spiegano davvero il dolore?

Hai fatto una risonanza magnetica per il mal di schiena e nel referto hai trovato parole come "ernia", "protrusione" o "discopatia"?
Forse hai pensato di aver finalmente scoperto la causa del tuo dolore. Oppure hai iniziato a preoccuparti, immaginando che la tua schiena fosse danneggiata e che alcuni movimenti potessero peggiorare la situazione.
Ma siamo sicuri che quello che vediamo nella risonanza corrisponda sempre a quello che sentiamo?
La risposta è no. E comprendere questa differenza può cambiare il modo in cui affrontiamo il mal di schiena.
Cosa mostra davvero una risonanza magnetica lombare?
La risonanza magnetica è un esame diagnostico che permette di osservare le strutture della colonna vertebrale, tra cui:
Dischi intervertebrali.
Vertebre e articolazioni.
Radici nervose e altre strutture neurologiche.
Tessuti circostanti.
È uno strumento importante, soprattutto quando esistono indicazioni cliniche specifiche.
Tuttavia, individuare un'alterazione anatomica non significa necessariamente aver identificato la causa del dolore.
Una risonanza descrive la struttura della colonna, ma non può raccontare da sola come quella persona si muove, quali sintomi avverte e quali attività riesce a svolgere.
Ernia, protrusione e discopatia: si possono avere anche senza dolore?
Sì. Ed è uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca scientifica.
Uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista American Journal of Neuroradiology ha analizzato i risultati di 33 studi, comprendenti complessivamente 3.110 persone senza dolore alla schiena.
I ricercatori hanno osservato che alcune alterazioni degenerative della colonna erano presenti anche in persone completamente asintomatiche.
Per esempio, i segni di degenerazione discale erano presenti:
Nel 37% delle persone di 20 anni.
Nel 52% delle persone di 30 anni.
Nel 68% delle persone di 40 anni.
Nel 96% delle persone di 80 anni.
Questi dati mostrano che molte alterazioni diventano più frequenti con l'età, anche in assenza di dolore.
Questo non significa che ernie, protrusioni e discopatie siano sempre innocue o irrilevanti.
Significa che la loro presenza, da sola, non dimostra che siano responsabili dei sintomi.
Se ho un'ernia del disco, significa che la mia schiena è danneggiata?
È una domanda che molti pazienti si pongono.
Quando leggiamo la parola "ernia", possiamo immaginare qualcosa di rotto, fragile o destinato a peggiorare.
Ma un'ernia del disco non implica automaticamente una perdita permanente della capacità di movimento.
Alcune ernie possono contribuire al dolore lombare o provocare sintomi legati all'irritazione di una radice nervosa, come dolore irradiato alla gamba, alterazioni della sensibilità o debolezza muscolare.
In altri casi, invece, le alterazioni osservate possono non essere la principale causa del problema.
La domanda più utile, quindi, non è soltanto "Ho un'ernia?", ma "Questa ernia è coerente con i sintomi che sto avvertendo?".
È proprio qui che diventa fondamentale la valutazione clinica.
Due persone, una risonanza simile, problemi differenti
Immaginiamo due persone con un referto che descrive alterazioni lombari simili.
La prima persona avverte dolore soprattutto quando rimane seduta a lungo. Camminare, invece, le risulta relativamente semplice.
La seconda persona presenta dolore che si estende lungo una gamba, accompagnato da formicolio e difficoltà in alcune attività.
Le immagini potrebbero essere simili, ma i quadri clinici e le necessità terapeutiche sarebbero differenti.
Per questo, durante una valutazione fisioterapica, non ci limitiamo a leggere il referto.
Cerchiamo di comprendere:
Dove si manifesta il dolore e da quanto tempo.
Quali movimenti o posizioni modificano i sintomi.
Se sono presenti formicolii, alterazioni della sensibilità o della forza.
Quali attività quotidiane risultano difficili.
Quali capacità la persona desidera recuperare.
Il referto è un'informazione. La valutazione clinica serve a interpretarla nel contesto della persona.
Quando è necessaria una risonanza magnetica per il mal di schiena?
Non tutte le persone con mal di schiena hanno bisogno di una risonanza magnetica.
Le linee guida internazionali, tra cui quelle del NICE britannico, sconsigliano l'utilizzo sistematico degli esami di imaging nel comune mal di schiena in assenza di specifiche indicazioni.
Questo perché, in molti casi, il risultato dell'esame non modifica le decisioni terapeutiche.
La risonanza può invece essere indicata quando il medico sospetta condizioni specifiche, quando sono presenti determinati deficit neurologici o quando il risultato potrebbe modificare la gestione del paziente.
Attenzione: difficoltà nuove nel controllo della vescica o dell'intestino, perdita di sensibilità nella regione perineale o debolezza neurologica importante e progressiva richiedono una valutazione medica urgente.
L'obiettivo non è fare meno esami a prescindere, ma utilizzare quello giusto quando è realmente utile.
Come affrontiamo il mal di schiena in Fisioterapia Garfagnana?
Nel nostro studio di fisioterapia a Castelnuovo di Garfagnana, partiamo da una domanda semplice:
«Che cosa ti impedisce di fare oggi il tuo mal di schiena?»
La risposta ci aiuta a individuare gli obiettivi del percorso terapeutico.
Il nostro approccio si sviluppa attraverso tre aree di intervento, adattate alle necessità della persona.
1. Gestione del dolore
Nella fase iniziale cerchiamo di comprendere quali fattori influenzano i sintomi e quali strategie possono aiutare a gestirli.
A seconda del quadro clinico, possiamo utilizzare educazione terapeutica, tecniche manuali, esercizio e altre modalità di trattamento appropriate.
L'obiettivo è migliorare la tolleranza alle attività quotidiane e creare le condizioni per progredire nel recupero.
2. Recupero della mobilità
Il dolore può portare a modificare o ridurre alcuni movimenti.
Quando indicato, lavoriamo per recuperare progressivamente mobilità, sicurezza e tolleranza al movimento.
Non cerchiamo necessariamente di ottenere la massima mobilità possibile, ma quella utile alle esigenze della persona.
3. Stabilità, forza ed esercizio terapeutico
La fase successiva si concentra sul recupero delle capacità fisiche necessarie nella vita quotidiana, nel lavoro e nello sport.
Attraverso esercizi personalizzati possiamo lavorare su forza, controllo motorio e tolleranza al carico.
Il nostro obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma aiutare la persona a recuperare autonomia e fiducia nelle proprie capacità.
Il mal di schiena può migliorare anche se la risonanza mostra un'ernia?
In molti casi sì.
Il miglioramento dei sintomi non richiede necessariamente la scomparsa completa delle alterazioni osservate nella risonanza.
Il dolore e la capacità di movimento dipendono da diversi fattori, e il percorso terapeutico può produrre miglioramenti anche quando alcune caratteristiche anatomiche rimangono presenti.
Questo non significa che tutte le condizioni abbiano la stessa evoluzione o che la fisioterapia sia sempre sufficiente.
Significa che il referto non permette, da solo, di stabilire quanto una persona potrà migliorare.
Domande frequenti su mal di schiena e risonanza magnetica
Una protrusione lombare provoca sempre dolore?
No. Una protrusione può essere presente anche in persone senza sintomi. Per capire se contribuisce al dolore è necessario confrontare l'immagine con la storia clinica e i risultati della valutazione.
Un'ernia del disco può migliorare senza intervento chirurgico?
Sì. Molte persone con ernia del disco migliorano attraverso una gestione conservativa appropriata. In alcuni casi, nel tempo, può verificarsi anche una riduzione spontanea del materiale erniato. Il percorso dipende però dai sintomi e dalle condizioni cliniche.
Se la risonanza mostra una discopatia devo evitare di sollevare pesi?
Non necessariamente. La presenza di una discopatia non rappresenta, da sola, una controindicazione al sollevamento dei pesi. Carichi, movimenti e progressione devono essere adattati alla situazione individuale.
Quando devo rivolgermi a un fisioterapista per il mal di schiena?
Quando il dolore limita le attività quotidiane, tende a ripresentarsi o rende difficile tornare al lavoro, all'attività fisica o allo sport, una valutazione fisioterapica può aiutare a individuare le strategie più appropriate. Alcuni sintomi richiedono invece una valutazione medica preliminare o urgente.
Non fermarti alle parole del referto
Se hai mal di schiena e una risonanza che riporta ernie, protrusioni o discopatie, è comprensibile voler sapere che cosa significano.
Ma prima di considerare la tua schiena fragile o danneggiata, può essere utile porsi una domanda diversa:
«Che cosa riesco a fare oggi e quali capacità posso recuperare?»
Perché il referto descrive un'immagine. La valutazione clinica aiuta a comprenderne il significato.
Fisioterapia Garfagnana — Castelnuovo di Garfagnana
Se il mal di schiena limita le tue attività o hai dubbi sul significato della tua risonanza magnetica, possiamo aiutarti a comprendere il problema attraverso una valutazione fisioterapica personalizzata.
Federico Rocchiccioli — Fisioterapista e Osteopata
📍 Castelnuovo di Garfagnana (LU)
📞 347 9421191
✉️ fisiorocchiccioli@gmail.com
📱 Instagram: @fisioterapia_garfagnana
Fisioterapia Garfagnana — Valutiamo la persona, non soltanto il suo referto.
Riferimenti scientifici
Brinjikji W. et al. (2015). Systematic Literature Review of Imaging Features of Spinal Degeneration in Asymptomatic Populations. American Journal of Neuroradiology, 36(4), 811–816. https://doi.org/10.3174/ajnr.A4173
Brinjikji W. et al. (2015). MRI Findings of Disc Degeneration are More Prevalent in Adults with Low Back Pain than in Asymptomatic Controls: A Systematic Review and Meta-Analysis. American Journal of Neuroradiology, 36(12), 2394–2399. https://doi.org/10.3174/ajnr.A4498
NICE. Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59). https://www.nice.org.uk/guidance/ng59
World Health Organization (2023). WHO guideline for non-surgical management of chronic primary low back pain in adults in primary and community care.
